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Percorsi di motivazione e integrazione

29 gennaio 2016

Provincia di Brescia - Dall’ostile… allo stile

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Agenzia formativa: Acli provinciali di Brescia
Provincia: Brescia
Docenti e formatori: Massimo Serra, Vanessa Tullo, Licia Lombardo, Stefania Romano, Pieralberto Pelizzari, Ilario Sabbadini
Scuole e partecipanti coinvolti: Istituto Golgi (Brescia), Istituto Gigli (Rovato), Istituto Capirola (Leno), Istituto Olivelli-Putelli (Darfo)

Il laboratorio ha cercato di far riflettere gli studenti sul tema dell’integrazione, partendo però dall’analizzare quali sono gli atteggiamenti di base (pregiudizio, generalizzazione, giudizio ecc.) che producono il conflitto. Conflitto che può essere presente sia a livello “micro” (nel nostro piccolo gruppo, con le persone che conosciamo e con le quali abbiamo a che fare), sia a livello “macro” (nella società in generale). Durante il laboratorio si è cercato anche di sfatare molte false informazioni riguardanti l’immigrazione e l’integrazione. 

Palinsesto

Il percorso laboratoriale ha utilizzato una metodologia partecipativa, coinvolgendo anche gli insegnanti durante l’attività. Nel box successivo segue la descrizione dettagliata delle attività. 

Descrizione

Con alcune differenze dovute alle peculiarità delle classi, queste sono le attività che sono state realizzate dai formatori dei laboratori.

Presentazione

Dopo una presentazione del corso e del formatore, i ragazzi sono stati invitati a presentarsi. In particolare – per lavorare sul concetto di percezione di sé e percezione che di sé hanno gli altri – è stato chiesto ad ogni alunno di illustrare un proprio punto debole e, al compagno vicino, di illustrare un punto di forza del precedente. L’attività ha avuto un buon riscontro e alcuni ragazzi hanno riportato di essersi stupiti perché i compagni li hanno dipinti migliori di quello che pensavano.

Aspettative sul corso

Le classi sono state divise in due gruppi; ad un gruppo è stato chiesto di pensare a cosa volesse dal corso, mentre all’altro cosa non volesse.

I ragazzi hanno riportato di voler conoscere meglio sé e gli altri, nonché di sapere di più sulle diverse culture. Inoltre hanno espresso il desiderio di capire meglio e di accettare l’altro. Sull’aspetto “cosa non vogliamo” hanno chiesto di non procedere con lezioni frontali e di non trattare superficialmente l’argomento del corso.

Brainstorming

Sono state scelte alcune parole chiave e i ragazzi sono stati invitati ad attribuire un significato alle parole. Sono state scelte le parole: CONFLITTO, PREGIUDIZIO E IMMIGRAZIONE.

Con l’aiuto dell’insegnante, partendo dal concetto di conflitto generazionale i ragazzi hanno espresso le loro sensazioni ed idee sul tema del conflitto.

Sul tema del pregiudizio i ragazzi hanno dato una connotazione negativa alla parola, legandola alla situazione della mancanza di conoscenza dell’oggetto di cui si deve trattare, che quindi sul piano della realtà si dimostra diverso e spesso migliore di quanto non fosse nell’immaginario.

Sul tema immigrazione la quasi totalità dei ragazzi ha riportato il termine alla cronaca e alla discussione generale nel Paese, rimandando un sentimento di paura del pericolo di violenza e malattia, nonché di rabbia per una invasione non voluta.

Alla luce delle risultanze è stata proposta una riflessione ai ragazzi in particolare sul pregiudizio, paragonandolo alle loro esperienze quotidiane e legami amicali con molti coetanei di altre nazionalità. In particolare è stata riportata la gamma di sensazioni espresse sul tema del conflitto e le classi sono state invitate a riflettere sulla posizione di debolezza del migrante, che da essere umano prova le medesime sensazioni.

Nelle situazioni di isolamento più marcato da parte di alcuni ragazzi stranieri, sono state anche proposte ai ragazzi alcuni esercizi teatrali così che potessero lavorare tutti in assenza di comunicazione verbale e fossero costretti al contatto fisico.

Nello specifico gli esercizi svolti sono stati:

-        La spada di Damocle: a turno uno studente di fronte alla classe in gruppo, deve mimare con un bastone, un condottiero che impugna la spada e colpisce il gruppo stesso all’altezza della testa o dei piedi. Il gruppo è così portato a coordinarsi sull’abbassarsi e saltare in sincrono.

-        Il banco di sardine: a turno uno studente guida il gruppo degli altri studenti, che stretti come in un banco di pesci lo seguono e imitano in tutti i movimenti.

-        La macchina ritmica: gli studenti compongono tutti insieme un ingranaggio di movimenti e suoni e si coordinano sul ritmo di entrambi per creare un unico moto.

-        Lo specchio: gli studenti si dispongono a coppie nelle quali a turno uno di loro conduce il gioco dei movimenti e l’altro deve osservarlo e imitarlo.

Dopo aver superato alcune iniziali resistenze, gli studenti hanno molto apprezzato l’attività; anche i ragazzi stranieri hanno partecipato e si sono divertiti, anche se parzialmente isolati in alcuni momenti. Nel momento finale di restituzione, molti hanno riportato che essere osservati dagli altri e il contatto fisico sono stati i due aspetti più problematici. È stata quindi proposta una riflessione collettiva sul sentirsi giudicati e sul superamento della diffidenza verso l’altro anche attraverso il gioco.

Sono d’accordo – non sono d’accordo

Sono stati posizionati ai due lati della classe, due cartelli “sono d’accordo” e “non sono d’accordo”. Ai ragazzi sono state lette delle frasi riferite a stereotipi comuni (es. tutti gli americani sono ricchi e hanno macchine molto grandi; gli africani sono poveri e muoiono di fame; tutti i cinesi hanno la stessa faccia e gli stessi nomi) sono e invitati a collocarsi in prossimità del cartello riportante la risposta scelta, nonché a motivare la propria scelta.

 I ragazzi hanno individuato il peso dei pregiudizi alla base delle proprie scelte e in alcuni casi si sono confrontati anche in modo acceso su temi che li hanno particolarmente divisi (as es. tutti i siciliani sono mafiosi). Per superare le divisioni, alcuni hanno portato degli esempi concreti di situazioni e persone conosciute da loro stessi che confutavano la tesi sostenuta nelle frasi proposte. È stata quindi proposta una riflessione sulla conoscenza e sulla empatia come strumenti di superamento del pregiudizio e del conflitto, che ha generato un dibattito interno alla classe.

La favola di Cappuccetto rosso vista dalla prospettiva del lupo

Per continuare sul tema dell’empatia e superamento del pregiudizio, i ragazzi hanno letto in classe la favola di cappuccetto rosso vissuta nella prospettiva del lupo e hanno proseguito il dibattito avviato precedentemente.

Quiz: Quante ne so?

Agli studenti sono stati consegnati dei questionari con alcuni dati a confutazione di informazioni o credenze errate sul fenomeno dell’ immigrazione ed è stato chiesto di rispondere a gruppetti. Molti studenti hanno dato risposte errate – corrispondenti all’immaginario generale - e sono rimasti molto stupiti dei dati reali e corretti comunicati successivamente. Alcune perplessità hanno portato a delle discussioni tra di loro ed in particolare alcuni hanno coinvolto i compagni stranieri chiedendo informazioni sul viaggio compiuto per arrivare in Italia, sul loro Paese di provenienza e sulle loro famiglie.